L’audizione di Mark Zuckerberg ci ricorda che dovrebbero esserci più giovani in politica

L’audizione di Mark Zuckerberg ci ricorda che dovrebbero esserci più giovani in politica

L’audizione di Mark Zuckerberg ci ricorda che dovrebbero esserci più giovani in politica

Durante la testimonianza di Mark Zuckerberg al Congresso americano qualche giorno fa sono stati trattati diversi temi importanti. Il problema principale, e il motivo per cui Zuckerberg è stato convocato a Capitol Hill, riguardava la violazione di dati da parte di Cambridge Analytica che ha riempito le news di tutto il mondo nelle ultime settimane. 

La privacy degli utenti del più grande social media di sempre non è certo una barzelletta, ma i molti che hanno seguito la diretta (e anche il CEO di Facebook) hanno sorriso in alcuni momenti durante le ore di interrogatorio. Infatti, è stato subito chiaro che alcuni dei politici che facevano domande al 33enne sapevano molto poco delle funzionalità di Facebook o di qualsiasi altro social media o di internet in generale. 

La seduta ci ha ricordato che servono più giovani coinvolti nella politica, in tutto il mondo. Negli Stati Uniti in particolare, l’età media di un senatore è di 63 anni, mentre l’età media di un membro della Camera è di 59. Nel Regno Unito, l’età media di un membro della Camera dei Lord è di 69 anni e nella Camera dei Comuni è di 51. L’Italia, dopo le ultime elezioni, si colloca in una posizione migliore, con un’età media di 44 anni alla Camera e di 52 al Senato.  

I politici non devono essere esperti di tecnologia, ma dovrebbero quanto meno essere familiari con i prodotti che la maggior parte del mondo usa. Da quanto dimostrato dall’audizione di Zuckerberg, si tratta di prodotti che presto potrebbero essere regolati da vere e proprie leggi. 

Ecco a voi tre momenti che hanno dimostrato la mancanza di conoscenza della tecnologia in maniera schiacciante ed alquanto imbarazzante.  

La domanda su WhatsApp 

L’udienza ha fatto spesso riferimento ai termini di servizio, che la compagnia ha cercato di correggere negli ultimi giorni. In una domanda a riguardo, il senatore Scharz ha chiesto al CEO se avrebbe visto pubblicità su Black Panther su Facebook se avesse mandato email sul film su Whatsapp, l’app di messaggistica acquistata dal social media. La domanda era mirata al problema dei dati e delle pratiche pubblicitarie di Facebook, ma molti si sono concentrati piuttosto sul fatto che non si può mandare un’email su Whatsapp, ed è crittografato. 

La domanda sul modello di business 

Facebook è ancora gratis (sebbene Zuckerberg abbia quasi lasciato intendere che un modello a pagamento potrebbe essere in arrivo). Questo significa che la società guadagna dalle pubblicità, cosa che chiunque usi Facebook sa visto che si vedono appena si è online. Il fatto non sembrava essere chiaro al senatore Hatch che ha chiesto come fa Facebook a rimanere gratis. Zuckerberg ha provato a sopprimere una risata mentre rispondeva. 

La domanda sulla competizione 

Il senatore Graham ha chiesto a Zuckerberg una valida domanda: “Chi è il vostro più grande competitore?” 

Questo ha dato inizio ad una serie di domande che alla fine hanno portato a: “Facebook è un monopolio?”. Quando Zuckerberg ha portato come esempi Google, Apple, Amazon, Microsoft, ecc., Graham ha chiesto “Offrono lo stesso servizio che offrite voi?”. Ha poi citato Twitter, chiedendo: “Twitter fa la stessa cosa che fate voi?”. Ci auguriamo che fossero domande retoriche. 

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